Embolizzazione dell’arteria meningea media: una nuova opzione per il trattamento dell’ematoma sottodurale cronico

L’embolizzazione dell’arteria meningea media (MMA) è una nuova tecnica endovascolare per il trattamento dell’ematoma sottodurale cronico che, in pazienti selezionati, può evitare l’intervento chirurgico. Ne parliamo con il Prof. Simone Peschillo.

Professore, che cos’è l’embolizzazione MMA? 

L’embolizzazione MMA, o embolizzazione dell’arteria meningea media, è una procedura mini-invasiva di neurochirurgia endovascolare. Attraverso un piccolo accesso arterioso raggiungiamo con un microcatetere l’arteria meningea media, che contribuisce alla vascolarizzazione delle membrane dell’ematoma, e la embolizziamo selettivamente. L’obiettivo non è rimuovere direttamente l’ematoma, ma interrompere uno dei meccanismi che ne favoriscono la persistenza e la crescita, permettendone il progressivo riassorbimento.

L’embolizzazione MMA può evitare l’intervento chirurgico? 

In pazienti selezionati, sì. È probabilmente l’aspetto più innovativo di questa tecnica. Un paziente con ematoma sottodurale cronico sintomatico, per esempio con cefalea, ma neurologicamente stabile e senza necessità di una decompressione urgente, può in alcuni casi essere trattato mediante la sola embolizzazione. Quando invece l’ematoma provoca un importante effetto compressivo o deficit neurologici che richiedono una decompressione rapida, la chirurgia mantiene un ruolo fondamentale. 

Qual è quindi il vantaggio rispetto al passato? 

 Fino a pochi anni fa le possibilità erano essenzialmente osservare l’ematoma oppure evacuarlo chirurgicamente. Oggi abbiamo una terza possibilità terapeutica. L’embolizzazione della meningea media può essere utilizzata come trattamento primario in pazienti selezionati, nelle recidive dopo chirurgia oppure in associazione all’intervento chirurgico. Questo permette di scegliere la strategia più appropriata in funzione delle caratteristiche dell’ematoma e delle condizioni del singolo paziente. 

È una tecnica recente? 

Sì. Abbiamo iniziato a utilizzare questa procedura già nelle prime fasi della sua introduzione nella pratica clinica e negli anni abbiamo maturato una specifica esperienza nel trattamento endovascolare dell’ematoma sottodurale cronico. Negli ultimi anni le evidenze scientifiche sono cresciute rapidamente e l’embolizzazione MMA sta modificando significativamente il modo in cui questa patologia viene trattata. 

Prof. Simone Peschillo, M.D., Ph.D.
Specialista in Neurochirurgia
Neurochirurgia Vascolare ed Endovascolare – Roma