MENINGIOMASINTOMI, DIAGNOSI, TRATTAMENTO

Che cos'è un meningioma?

Il meningioma è il tumore intracranico benigno più frequente dell’adulto e origina dalle meningi, le membrane che rivestono il cervello. 

Molti meningiomi vengono scoperti casualmente durante una risonanza magnetica eseguita per altri motivi, mentre quelli di maggiori dimensioni possono causare cefalea, crisi epilettiche, deficit neurologici, disturbi della vista o alterazioni cognitive. 

Diagnosi:
La diagnosi si basa sulla risonanza magnetica con mezzo di contrasto e, nei casi candidati a trattamento endovascolare, sull’angiografia cerebrale, che consente di studiare nel dettaglio la vascolarizzazione del tumore e pianificare la strategia terapeutica più appropriata.  

Oltre alla chirurgia tradizionale e alla radioterapia, oggi la neurochirurgia endovascolare rappresenta una importante opzione terapeutica per pazienti accuratamente selezionati.

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Trattamento:
Viene definito in modo personalizzato sulla base delle dimensioni e della sede della lesione, della sua velocità di crescita, dei sintomi e delle condizioni generali del paziente. 
La scelta della strategia più appropriata richiede una valutazione specialistica e multidisciplinare. 
Le moderne tecniche di imaging consentono di studiare con grande precisione i rapporti del meningioma con il cervello, i nervi cranici e i vasi sanguigni, permettendo di individuare per ogni paziente il trattamento più efficace e meno invasivo.  

Il Professor Peschillo è il pioniere in Europa della tecnica endovascolare del trattamento dei meningiomi, e tra i primi al mondo ad averla introdotta e migliorata, raggiungendo risultati eccezionali.

 

Il nostro recente studio multicentrico internazionale, il più ampio finora pubblicato su questa tecnica, ha dimostrato che il trattamento esclusivamente endovascolare può determinare una riduzione del volume tumorale oltre l’80% dopo un anno, con un basso rischio di complicanze e senza la necessità di successivi interventi chirurgici o radioterapia nella maggior parte dei pazienti selezionati. 

Trattamento Endovascolare dei Meningiomi

Oggi, in pazienti accuratamente selezionati, alcuni meningiomi possono essere trattati senza ricorrere alla chirurgia tradizionale grazie alle moderne tecniche di neurochirurgia endovascolare
L’obiettivo del trattamento è interrompere l’afflusso di sangue al tumore, inducendone una progressiva riduzione di volume nel tempo. La procedura, chiamata embolizzazione endovascolare, viene eseguita introducendo un piccolo catetere attraverso un’arteria del polso o dell’inguine fino ai vasi che alimentano il meningioma. Attraverso il catetere vengono iniettati speciali agenti embolizzanti che chiudono selettivamente questi vasi, preservando la normale circolazione cerebrale. In questo modo il tumore viene progressivamente privato del suo apporto di sangue e tende a ridursi spontaneamente nei mesi successivi. 
Un recente studio multicentrico internazionale pubblicato dal nostro gruppo di ricerca diretto dal Prof Peschillo, il più ampio finora pubblicato su questa tecnica, ha dimostrato che l’embolizzazione eseguita come unico trattamento può determinare una riduzione del volume del meningioma di circa il 30% già dopo un mese, del 57% a sei mesi e di oltre l’80% dopo un anno, con un basso rischio di complicanze e senza la necessità di ricorrere successivamente a intervento chirurgico o radioterapia nella maggior parte dei pazienti. 
La neurochirurgia endovascolare rappresenta quindi una nuova opportunità terapeutica per pazienti selezionati, offrendo un trattamento mini-invasivo in grado non solo di arrestare la crescita del tumore, ma anche di favorirne una significativa regressione, evitando in molti casi un intervento chirurgico a cielo aperto.  

Embolizzazione endovascolare del meningioma

Figura. Paziente di 66 anni affetto da meningiomi multipli trattato mediante neurochirurgia endovascolare. Dopo uno studio angiografico dettagliato, i principali vasi che alimentavano i tumori sono stati embolizzati con un agente liquido, interrompendone selettivamente l’apporto di sangue. La risonanza magnetica di controllo a 12 mesi ha evidenziato una marcata riduzione della vascolarizzazione e una significativa regressione del volume delle lesioni, senza ricorrere a un intervento chirurgico.

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