Il tumore cerebrale è una lesione che occupa spazio all'interno del cranio e può colpire adulti e bambini, alterando specifiche funzioni cerebrali a seconda della sua dimensione, stadio, posizione e natura delle cellule.
I tumori cerebrali possono essere classificati in tumori primitivi benigni o maligni e tumori cerebrali secondari o metastatici. I tumori primitivi possono essere intra-assiali, gliali o non gliali, mentre i tumori secondari prendono origine da tumori che crescono in altri organi e si diffondono a livello cerebrale.
L'incidenza globale dei tumori del sistema nervoso centrale (SNC) è di circa 30 nuovi casi su 100.000 abitanti all'anno e costituiscono circa il 2% della patologia oncologica.
Tra i tumori cerebrali primitivi più frequenti vi sono i
meningiomi, che nella maggior parte dei casi sono benigni. Oltre alla chirurgia e alla radioterapia, oggi in pazienti accuratamente selezionati è disponibile anche la neurochirurgia endovascolare: mediante l’embolizzazione dei vasi che alimentano il tumore è possibile ridurne progressivamente il volume, offrendo in alcuni casi un’alternativa mini-invasiva all’intervento chirurgico.
Le metastasi cerebrali possono svilupparsi in qualsiasi momento della storia oncologica del paziente e possono essere singole o multiple.
Qualsiasi tumore può metastatizzare al sistema nervoso centrale, ma i tumori del polmone, della mammella, il melanoma e il tumore renale sono quelli che più frequentemente danno origine a metastasi cerebrali.
I sintomi del tumore cerebrale variano a seconda delle dimensioni, della localizzazione e della natura dello stesso. Tra i più comuni ci sono:
mal di testa,
crisi epilettiche,
vertigini,
difficoltà nel linguaggio,
problemi visivi
e perdita di forza di un arto o di una metà del corpo (emisoma).
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Figura. Paziente di 66 anni affetto da meningiomi multipli trattato mediante neurochirurgia endovascolare. Dopo uno studio angiografico dettagliato, i principali vasi che alimentavano i tumori sono stati embolizzati con un agente liquido, interrompendone selettivamente l’apporto di sangue. La risonanza magnetica di controllo a 12 mesi ha evidenziato una marcata riduzione della vascolarizzazione e una significativa regressione del volume delle lesioni, senza ricorrere a un intervento chirurgico.