TUMORI CEREBRALI: SINTOMI, DIAGNOSI E TRATTAMENTO

Il tumore cerebrale è una lesione che occupa spazio all'interno del cranio e può colpire adulti e bambini, alterando specifiche funzioni cerebrali a seconda della sua dimensione, stadio, posizione e natura delle cellule. 

I tumori cerebrali possono essere classificati in tumori primitivi benigni o maligni e tumori cerebrali secondari o metastatici. I tumori primitivi possono essere intra-assiali, gliali o non gliali, mentre i tumori secondari prendono origine da tumori che crescono in altri organi e si diffondono a livello cerebrale.
L'incidenza globale dei tumori del sistema nervoso centrale (SNC) è di circa 30 nuovi casi su 100.000 abitanti all'anno e costituiscono circa il 2% della patologia oncologica.

Tra i tumori cerebrali primitivi più frequenti vi sono i meningiomi, che nella maggior parte dei casi sono benigni. Oltre alla chirurgia e alla radioterapia, oggi in pazienti accuratamente selezionati è disponibile anche la neurochirurgia endovascolare: mediante l’embolizzazione dei vasi che alimentano il tumore è possibile ridurne progressivamente il volume, offrendo in alcuni casi un’alternativa mini-invasiva all’intervento chirurgico.  

Le metastasi cerebrali possono svilupparsi in qualsiasi momento della storia oncologica del paziente e possono essere singole o multiple.

Qualsiasi tumore può metastatizzare al sistema nervoso centrale, ma i tumori del polmone, della mammella, il melanoma e il tumore renale sono quelli che più frequentemente danno origine a metastasi cerebrali.

I sintomi del tumore cerebrale variano a seconda delle dimensioni, della localizzazione e della natura dello stesso. Tra i più comuni ci sono: 
mal di testa, 
crisi epilettiche
vertigini
difficoltà nel linguaggio
problemi visivi 
e perdita di forza di un arto o di una metà del corpo (emisoma). 

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Diagnosi e Trattamento

Con la comparsa dei primi sintomi della malattia, è necessario sottoporsi a una visita specialistica di neurochirurgia, in cui le condizioni del paziente verranno approfondite con un esame obiettivo che verificherà le abilità mnemoniche e cognitive, la motilità, la corretta funzionalità dei nervi cranici e il controllo della sensibilità.
Nel caso in cui gli esami preliminari dovessero destare sospetti su una possibile neoplasia cerebrale, si procederà ad alcuni esami diagnostici. Questi includono: 
- La RISONANZA MAGNETICA CEREBRALE (RM) con mezzo di contrasto ad alto campo, che consente di avere una panoramica completa del tumore cerebrale e informazioni specifiche sull'entità della compressione a livello del parenchima cerebrale, sull'ingrossamento dei ventricoli e sulle implicazioni dei vasi endocranici. 
- La RM funzionale è un altro esame strumentale che consente allo specialista di individuare la posizione della massa tumorale rispetto ad altre regioni importanti.
- L'angio-RM viene utilizzata principalmente in caso di neoplasie a livello vascolare come angiomi, emangiopericitomi e meningiomi di natura maligna. - La RM con spettroscopia valuta il grado di malignità del tumore cerebrale, individuando i valori troppo alti di nicetil-aspartato e acetilcolina. In alcuni casi, quando il paziente non può essere sottoposto alla RMN per via di altri problemi, si ricorre alla TC con mezzo di contrasto.

Dopo aver sottoposto il paziente agli esami strumentali, per confermare la diagnosi del tumore cerebrale è necessario ricorrere all'intervento di neurochirurgia. Se non fosse possibile operare, si procederebbe a una biopsia specifica e al conseguente esame istologico per decidere se proseguire il trattamento con Radioterapia e/o chemioterapia.

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Trattamento Endovascolare dei Meningiomi

Oggi, in pazienti accuratamente selezionati, alcuni meningiomi possono essere trattati senza ricorrere alla chirurgia tradizionale grazie alle moderne tecniche di neurochirurgia endovascolare
L’obiettivo del trattamento è interrompere l’afflusso di sangue al tumore, inducendone una progressiva riduzione di volume nel tempo. La procedura, chiamata embolizzazione endovascolare, viene eseguita introducendo un piccolo catetere attraverso un’arteria del polso o dell’inguine fino ai vasi che alimentano il meningioma. Attraverso il catetere vengono iniettati speciali agenti embolizzanti che chiudono selettivamente questi vasi, preservando la normale circolazione cerebrale. In questo modo il tumore viene progressivamente privato del suo apporto di sangue e tende a ridursi spontaneamente nei mesi successivi. 
Un recente studio multicentrico internazionale pubblicato dal nostro gruppo di ricerca diretto dal Prof Peschillo, il più ampio finora pubblicato su questa tecnica, ha dimostrato che l’embolizzazione eseguita come unico trattamento può determinare una riduzione del volume del meningioma di circa il 30% già dopo un mese, del 57% a sei mesi e di oltre l’80% dopo un anno, con un basso rischio di complicanze e senza la necessità di ricorrere successivamente a intervento chirurgico o radioterapia nella maggior parte dei pazienti. 
La neurochirurgia endovascolare rappresenta quindi una nuova opportunità terapeutica per pazienti selezionati, offrendo un trattamento mini-invasivo in grado non solo di arrestare la crescita del tumore, ma anche di favorirne una significativa regressione, evitando in molti casi un intervento chirurgico a cielo aperto.  

Embolizzazione endovascolare del meningioma

Figura. Paziente di 66 anni affetto da meningiomi multipli trattato mediante neurochirurgia endovascolare. Dopo uno studio angiografico dettagliato, i principali vasi che alimentavano i tumori sono stati embolizzati con un agente liquido, interrompendone selettivamente l’apporto di sangue. La risonanza magnetica di controllo a 12 mesi ha evidenziato una marcata riduzione della vascolarizzazione e una significativa regressione del volume delle lesioni, senza ricorrere a un intervento chirurgico.